Header Image
 

Un viaggio molto lontano...

17 Dicembre 2018

Ci siamo incontrati alle 13 esatte, un piccolo gruppo variegato di amici della Comunità “Eccomi, manda me!” al fine di intraprendere un viaggio verso un luogo tanto distante dalla nostra quotidianità….no non siamo all'aeroporto, ne tantomeno alla stazione, ma davanti al carcere di Ragusa, oggi sabato 15 Dicembre 2018.
Convinti che Gesù ci avrebbe accompagnato e forti della sua stessa Parola Mt 25,35 “ … ero carcerato e siete venuti a trovarmi ”, abbiamo varcato i cancelli dell’Istituto penitenziale spogli delle nostre certezze… perfino del cellulare, simbolo del bisogno di una connessione continua e isterica alla società moderna.

Cancello dopo cancello siamo arrivati al luogo dell’incontro: un piccolo teatro, non in ottime condizioni, ma almeno un segno di coesione e svago per una vita priva del bene prezioso della libertà, scandita dalle rigide regole di un carcere.
Si prega e si invoca lo Spirito Santo affinché prepari i cuori….. eccoli…. arrivano .… i nostri fratelli detenuti, curiosi ed apparentemente neutrali a ciò che stanno vivendo, gente di tutte le età e tanti giovani, con lo sguardo da duri… ma desiderosi di una semplice carezza; l’educatrice visibilmente commossa e la dottoressa (nostro gancio per la missione ndr) ci accolgono con fervore.
Il canto scioglie il nostro imbarazzo di persone “normali” e senza etichetta, il canto accende gli sguardi e le bocche si aprono, anche quelle più serrate. Poi la testimonianza di uno di noi, racconta come Gesù ha guidato la sua rabbia verso un mondo che ti esclude, che ti rende inutile e trasparente, rabbia che si è trasformata, per grazia, in amore per se stesso e per il prossimo.
I ragazzi salgono sul palco per il mimo, accolto all'inizio da qualche risatina di troppo, ma Gesù sulla scena e nei cuori esplode con la sua forza salvifica, Lui ti libera dal male, Lui ti viene incontro sempre! Scende qualche lacrima e parte l’applauso….alla speranza.
Dio è vivo…. e quando la nostra sorellina può finalmente raccontare della sua prigione interiore, non è più fuori luogo, il suo grido di solitudine è accolto perché è lo stesso grido di chi ha perso la libertà e che ha vissuto dolore e peccato, è lo stesso grido di Gesù che si china sull'umanità. Quando nessuno può capirti, quando vivi la sconfitta e la tua ferita brucia, Gesù ti è vicino!
“…Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20)
È bello pregare al Dio dell’Amore e della Misericordia, insieme ai fratelli di fede musulmana, aperti alla nostra amicizia e concordi alla nostra iniziativa.
C’è un dono per ognuno, anche per i compagni di cella che non sono venuti, un libro di Don Salvatore Tumino che continua ad evangelizzare, del resto non ha mai smesso!
Ci salutiamo e ci diamo la mano, con molti ci si abbraccia di vero cuore, Buon Natale, Dio è grande, vi aspettiamo ancora.
Torno a casa, il viaggio è stato più lungo del previsto….perché mi ha profondamente cambiato, mentre un dolce sorriso sgorga dalla mia anima.