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23 Agosto 2018

"Il miglior strumento per evangelizzare i giovani sono altri giovani"

C’è un continuo sforzo da parte della Chiesa nell’aprirsi ai giovani, ai ragazzi, ai bambini fin dalla più tenera età, per favorirne la crescita cristiana nella fede e nel solco dei valori più importanti e cari della nostra civiltà. La Chiesa, è chiaro, vuol trasmettere la fede. Chi potrebbe pretendere il contrario? Lo fa da duemila anni.

La comunità “Eccomi, manda me!” ha ricevuto da Dio il dono di tanti giovani che hanno scelto di vivere, già da questo periodo importante dell’esistenza, con l’unica risposta ad ogni perché: Gesù, l’unico che può dare il senso vero della vita a tutti quei giovani tristi perché non appagati da questo mondo così “pieno di niente” prendono vita.

Giovani

I giovani della comunità “Eccomi, manda me!” provengono da varie esperienze e che in prima persona , hanno sperimentato il “Vuoto” che il mondo propone e che , dopo l’incontro con Gesù vivo e risorto nella loro vita, sentono forte il bisogno di comunicarlo ai loro amici coetanei: sentono bisogno di gridare al mondo intero che Gesù è il Signore e che solo Lui può trarre in salvo dalla tristezza che c’è nel cuore di ogni uomo, dall’angoscia che tira sempre più giù senza sapere come uscirne fuori, dalla voglia di “divertimento sfrenato“ che spesso i giovani cercano nella droga, nell’alcool, nel sesso per poi tornare subito dopo alla solita sensazione di “niente”.

Questi giovani impegnati nell’evangelizzazione di altri giovani non vivono fuori dal mondo, conducono una vita uguale agli altri ma hanno scelto di passare dei momenti importanti, come il sabato sera, la domenica, testimoniando che la loro vita è stata cambiata in una vita dove regna la gioia la pace e la forza nei momenti difficili; tutto questo non grazie a se stessi, ma a Gesù che si prende cura di loro.

Varie sono le esperienze e le modalità di parlare di Gesù ai giovani:

- “La gioia del sabato sera”

L’idea di questa serata di evangelizzazione nacque quando padre Salvatore andò, con un gruppo di giovani, a Malta e lì assistette ad un incontro, fatto di sabato sera, dove mille giovani circa, si impegnavano pubblicamente a seguire Gesù.

Si pensò di organizzare una vera e propria serata che fosse una valida alternativa ai tanti sabati sera che i giovani passano nella ricerca di qualcosa che li faccia evadere dalla routine e dalla noia.

La serata normalmente viene organizzata, in estate, nelle piazze, d’inverno nei teatri o in locali che permettono di contenere abbastanza persone. Il tutto viene preparato nella preghiera che continua anche durante lo spettacolo con un gruppetto di giovani che, in un luogo attiguo, restano in adorazione e pregano per tutti i giovani che sono presenti all’incontro.

L’incontro ha una struttura ben precisa: è composto da canti gioiosi, danze, mimi, testimonianze, annuncio kerigmatico per poi concludere con l’invito ai giovani di entrare nella chiesa più vicina, dove ad aspettarli c’è Gesù eucaristia o con un momento di preghiera attorno alla croce se non c’è possibilità di fare un momento di adorazione.

Tanti sono i frutti: molti giovani che erano venuti per caso e per curiosità allo spettacolo, si sono convertiti, e soprattutto in coloro che la preparano, ha aumentato il desiderio di evangelizzare e l’amore per Cristo.

 

- “Una luce nella notte”

Molti giovani, pur avendo ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana, dopo la cresima, terminano il loro cammino cristiano.

L’esperienza di “Una luce nella notte” ideata dalle “Sentinelle del Mattino di Pasqua ”, e riprodotta non solo a Ragusa ma in varie diocesi della Sicilia, mira a condurre un giovane dalla strada dove cerca di passare il suo sabato sera, a un incontro diretto con Gesù. Tale incontro avviene attraverso un contatto diretto con l’Eucaristia, esposta in una chiesa predisposta per questo scopo. Non è una solita veglia di adorazione, ma è una chiesa aperta e pronta per l’evangelizzazione. E’ l’esperienza del paralitico portato davanti a Gesù da quattro suoi amici.

Per condurre un giovane a riconoscere Gesù, altri giovani che hanno fatto un’esperienza di fede a due a due vanno per le strade a contattarli. Vengono organizzate quattro equipe:

  • La prima équipe evangelizza all’esterno: le coppie ricevono una zona da evangelizzare, contattando i giovani lì dove si trovano, in discoteca, al bar, sulle panchine. Scopo di questo breve incontro è instaurare un breve dialogo e invitarli a incontrare Gesù in chiesa.
  • La seconda équipe conduce le persone che entrano in chiesa fin davanti all’altare. Qui, il giovane, deporrà ai piedi di Gesù il foglietto, ricevuto prima, in cui ha scritto una preghiera e prenderà un altro foglio con un brano della parola di Dio. Ci sono sacerdoti disponibili per le confessioni.
  • La terza équipe starà in chiesa dove pregherà per tutto il tempo, in maniera silenziosa, per i missionari che sono fuori e per tutti i giovani che vengono contattati.
  • La quarta équipe in chiesa anima l’adorazione con il canto, la musica e la proclamazione della Parola.

 

- Il “Corso base” di evangelizzazione di strada

Il corso base è frutto di una sperimentazione iniziata nella diocesi di Verona nel 1998 e ricevuto a Ragusa nel mese di Agosto del 2007 proprio da don Andrea Brugnoli, responsabile nella sua diocesi dell’evangelizzazione di strada per i giovani.

L’obiettivo del corso è quello di introdurre un giovane cristiano alla scoperta dell’evangelizzazione.

E’ un mini corso teologico, basato su solidi contenuti dottrinale che mette in grado i giovani evangelizzatori di rendere ragione della propria fede.

Esso si articola in quattro incontri fondamentali:

  1. cambiare mentalità
  2. lo stile di Gesù
  3. il Kerigma
  4. i temi scottanti: la Chiesa, la sofferenza la morale sessuale e molti altri

Durante il corso viene trasmesso un metodo semplice ed evangelico per vivere ogni giorno il proprio mandato missionario e testimoniare Cristo al lavoro, a scuola, con gli amici e con i colleghi.

Alla fine del corso ogni giovane potrà vivere concretamente quanto appreso nel corso, attraverso l’esperienza di “una luce nella notte”.

Questa sono le alcune delle tante attività che lo Spirito Santo ha suscitato nella comunità “Eccomi, manda me” per rispondere prontamente alla chiamata di annunciare a tutti e sempre la bella notizia del Vangelo, sapendo soprattutto che tutto parte dalla preghiera, il “motore” di ogni attività: preghiera costante e comunitaria, che i giovani fanno con incontri periodici, e personale traendo beneficio dall’Adorazione perpetua che a Ragusa ha fatto miracoli anche nella realtà giovane della comunità.

I giovani della comunità impegnati nell’evangelizzazione sono decisi a non mollare questo grande tesoro che ha arricchito la loro vita e quella dei tanti giovani ai quali lo hanno annunciato e fanno proprio il pensiero di Papa Giovanni Paolo II che diceva “spendete bene la vita, è un tesoro unico!”. E questo tesoro unico ha solo un nome: Gesù!