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23 Agosto 2018

Lasciate che i piccoli vengano a me

Luca 18:15-17

Gli presentavano anche i bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano. Allora Gesù li fece venire avanti e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà».

Ecco cosa significa «accogliere il regno di Dio come un bambino»: un bambino si fida senza riflettere. Non può vivere senza fidarsi di chi lo circonda. La sua fiducia non ha nulla di una virtù, è una realtà vitale.

Questo è quello che avviene nelle cellula dei bambini quando si incontrano una volta a settimana per la cellula, momento che loro aspettano con ansia perché sanno che Dio li prende sul serio ed è lì proprio per loro.

Bambini

Tutto è nato l’8 dicembre 2012 quando il Signore fece nascere la prima cellula di bambini a Ragusa, una cellula sperimentale, nella quale c’era quasi tutto, ma mancava la cosa più importante! Infatti si sapeva tutto: chi sarebbe stata la leader, il luogo dove si sarebbero svolti gli incontri, la data del primo incontro, ma mancavano loro, i cellulini.

Ma quando si è iniziato, il 15 dicembre, a questo primo incontro erano presenti otto bambini e dopo un anno le cellule dei bambini sono cresciute e diversificati in base all’età.

L’incontro per loro è sempre nuovo: si inizia con i balli animati dove si scatenano nella gioia lodando il Signore con il corpo sapendo però che anche questo momento è preghiera, poi segue il momento di lode animato con gli strumenti da loro stessi ed è bellissimo sentirli ringraziare per le cose più piccole di cui riescono a stupirsi senza darle per scontate, poi l’invocazione dello Spirito Santo e il momento dell’insegnamento che ogni volta è diverso in quanto può essere fatto con una storia, un brano biblico, un gioco, una dinamica. Il tutto dura un’ora che per loro è sempre poco.

Oltre a questo momento settimanale i bambini vivono due ritiri durante l’anno: uno prima di Natale di un giorno strutturato sempre in maniera dinamica e l’altro a settembre di due giorni con il pernottamento nella casa di spiritualità san Luca. E’ edificante vedere la loro capacità di vivere ogni momento con una concentrazione unica: sono capaci di passare con naturalezza e semplicità da un momento di gioco sfrenato fuori a un momento di adorazione eucaristica dove si lasciano incontrare da Gesù nel quale credono sinceramente.

Noi adulti da questa meravigliosa esperienza abbiamo compreso che per incontrare Dio, ciò che abbiamo di meglio è il nostro cuore di bambino che è spontaneamente aperto, osa domandare con semplicità, vuole essere amato.

Dunque, per accogliere il Vangelo e vivere secondo la Parola di Gesù bisogna essere come dei bambini. Come un bambino ha bisogno dell’adulto, noi abbiamo bisogno di Dio e della sua Parola. Come i bambini si fidano ciecamente dei loro genitori, così noi dobbiamo avere fiducia in Dio e in Gesù. Il cuore di un bambino chiede solo di essere amato. Così deve essere il nostro cuore per incontrare Dio. Senza rancore, senza gelosia, desideroso di amare e di essere amato. Puro, sincero, come quello di un bambino. Allora Dio verrà ad abitare in noi.