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I conti non tornano

04 Marzo 2021

Stavolta i conti non tornano. E’ proprio così, cari amici della Comunità, i conti davvero non tornano.

Sapete perché?

Beh, lo scopriremo insieme. Si è appena concluso il corso “Se vuoi, puoi guarirmi”, organizzato sulla piattaforma Zoom e sul canale YouTube della Comunità. Ebbene, avevamo pensato a 4 incontri da tenere in 4 settimane e poi a 4 brani del Vangelo per approfondire 4 episodi significativi della vita di Gesù e – naturalmente – a 4 guarigioni operate da Gesù.

Subito, però, ci siamo resi conto che il numero 4 per le guarigioni ci stava un po’ stretto. C’è infatti un grande bisogno di guarigione nel cuore di ogni uomo, così che le 4 guarigioni a cui avevamo pensato sarebbero state veramente poche, ne sarebbe mancata almeno una. Sì, una guarigione essenziale che all’inizio - ingenuamente – non avevamo messo in conto: la nostra guarigione personale e quella di ciascuno dei partecipanti del corso, anzi - a ben vedere - la guarigione di ogni uomo di buona volontà.

Le guarigioni allora, lungi dall’essere 4, sarebbero state tantissime, anzi infinite.

Abbiamo quindi vissuto quest’esperienza come un percorso di guarigione per tutti, con la consapevolezza chiara che tutti siamo bisognosi dell’intervento di Gesù: l’unico che conosce in profondità l’animo umano e che può sanarlo, guarirlo e consolarlo. 

La terapia che abbiamo seguito – parlando di guarigione, il termine ci sembra proprio azzeccato – prevedeva un momento di approfondimento della Parola di Dio, meditata e spezzata in maniera semplice, ma efficace, e un momento di preghiera dinanzi a Gesù Eucaristia, nel quale la Parola ascoltata diventava balsamo che cura ogni ferita, quelle fisiche, come quelle psicologiche, quelle relazionali, come quelle spirituali.

Ed è così che siamo passati dalla delusione di Marta, che si rivolge al suo amico Gesù per dirgli, oramai triste e rassegnata, “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”, all’intervento di Gesù che la rassicura dicendo: “Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?”.

E poi abbiamo fatto l’esperienza della donna cananea che per il suo coraggio riesce a toccare il lembo del mantello di Gesù e per la sua fede riesce a riceverne la salvezza (“Figlia la tua fede ti ha salvato. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male”) e, ancora, l’esperienza della donna adultera che, fatti i conti con il proprio passato, riesce a uscirne fuori risanata (“Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannato?”). Ed infine quella della Samaritana che, riconosciuto il Messia in quello straniero incontrato al pozzo, gli dice: “Signore, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua”.

Un’immagine alla fine del corso ci ha colpito e la vogliamo condividere con tutti voi. Durante uno dei momenti di Adorazione Eucaristica abbiamo fatto una foto all’ostensorio nel quale veniva esposto Gesù. Per uno strano gioco di riflessi dello schermo usato per il collegamento su Zoom, l’immagine di tutti i partecipanti si era rispecchiata sul vetro dell’ostensorio.

Che bello! Ciascuno di noi è impresso nel cuore di Gesù, i nostri volti sono impressi nel Suo cuore e, in Lui, sperimentiamo la guarigione e la consolazione alle quali il nostro cuore anela con ansia.

Amen! Alleluia!